Lug 212012
 

Christian BellisarioStefano Ligoratti al pianoforteNell’ambito del Lugano Longlake International Festival Classic, al Teatro Foce, a Lugano, il 22 luglio 2012, va in scena, alle ore 20,30, il bel concerto di chiusura, dedicato a Schubert e a Smetana.

Ad esibirsi, il Trio Hephzibah (Fiore Weidmann al violino, Christian Bellisario al violoncello e Stefano Ligoratti al pianoforte).

In programma,

il Trio in mi bemolle maggiore op. 100 (D.929) di Franz Schubert (1797 – 1828),

ed il  Trio in sol minore  op.15  di Bedrik Smetana (1824 – 1884).

Il celebre Trio in mi bemolle maggiore n. 2 di Franz Schubert è articolato nei movimenti:

1. Allegro
2. Andante con moto
3. Scherzo
4. Allegro moderato

Questo celeberrimo Trio con pianoforte, op. 100, scritto nel 1827 (quindi un anno prima della morte del compositore), costituisce, insieme all’altro Trio in si b minore, op.99, il vertice della musica da camera di Schubert.
I due Trii furono senza dubbio scritti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro. Il manoscritto dell’opera 100 D 929, qui presentato, porta la data “novembre 1827”.
La prima esecuzione avvenne con ogni probabilità la sera del 26 marzo 1828, anniversario della morte di Beethoven, nel corso dei un memorabile concerto organizzato da Schubert a proprio beneficio.

A differenza del Trio op. 99, che vide la luce postumo, questo Trio fu pubblicato dall’editore Probst di Lipsia poche settimane prima della morte di Schubert, nell’ottobre 1828.
Articolato in quattro movimenti, il Trio in mi bemolle maggiore è un’opera di vaste proporzioni, una delle composizioni schubertiane in cui risulta più evidente la ricerca di una completa unità formale. Questa viene realizzata con diverse assonanze tematiche tra i vari movimenti.

L“Allegro” iniziale, con cui si apre la composizione, è pieno di vigore e slancio melodico, ed è nel tempo di 3/4. E’ organizzato in modo molto libero dal punto di visa tonale, e tocca una dozzina di tonalità.
Il secondo movimento, “Andante con moto” è meritatamente famosissimo, anche per via del fatto che fu usato nel film di Stanley Kubrick “Barry Lindon”.  L’Andante, in do minore, si apre con una mesta ed accorata melodia del violoncello, che ricomparirà poi a sorpresa nel movimento finale. E’ un tema intenso e doloroso, che evoca la durezza del destino, e ci riporta all’atmosfera desolata e senza speranza della Winterreise.
Lo Scherzo, di nuovo in mi b maggiore, presenta una melodia in canone tra i tre strumenti.
Infine il quarto movimento, un ampio Allegro moderato, vede un ruolo predominante del pianoforte. Dopo l’inizio spensierato e persino allegro, giunge la ripresa del tema in do minore del violoncello, uno dei momenti più emozionanti di tutta la musica da camera di Schubert.

Bedřich Smetana – Trio in sol minore, per pianoforte, violino e violoncello op. 15 (1855)

(da un programma di sala di Sergio Sablich):
Smetana venne maturando il proprio stile compositivo negli anni Quaranta, sotto l’influenza dei grandi poemi sinfonici di Liszt e Berlioz. Patriota convinto, partecipò ai moti insurrezionali del 1848, che lo videro arruolato nella guardia nazionale, e basò la propria ideologia culturale sul fondamento delle tradizioni musicali del proprio Paese, la Boemia: egli divenne il padre della musica boema e il promotore di una corrente nazionalistica cèca non sottomessa all’egemonia delle culture musicali straniere. La sua opera più nota, il ciclo di poemi sinfonici intitolato Mà Vlast (La mia patria), è il documento più felice di questa volontà di conciliare musica colta e tradizione popolare, spirito sinfonico ed epopea nazionale: intenti che ispirarono anche le sue opere teatrali, dove la freschezza della vita dei villaggi contadini si armonizza con le leggende popolari autoctone e si fonde con le vicende storiche, patriottiche.

Se il nome di Smetana acquistò risonanza internazionale nei campi del poema sinfonico e dell’opera, i tratti caratteristici del suo stile si ritrovano anche nella produzione cameristica, non cospicua ma ben individualizzata. Di essa fa parte, accanto a due successivi Quartetti per archi, un unico Trio con pianoforte, in sol minore op. 15, che risale al 1855 e fu originato da un avvenimento luttuoso: la morte della figlia Bedriska, di soli quattro anni e mezzo di età. È un’opera che nel suo programma autobiografico si configura come un’intima confessione, intrisa di sottili tenerezze, immediata negli stati d’animo, ma energica e compatta, filtrata attraverso una chiara disciplina formale.

La dignità e la compostezza dominano anche nei momenti più amari e dolenti, per tradursi in un discorso non convenzionale, dall’andamento rapsodico, ma classicamente equilibrato.

Ne è dimostrazione il piano costruttivo. Il Trio presenta al primo posto un movimento lento, Moderato assai, che si apre con un recitativo del violino solo nel registro grave: un lamento carico di tensione e di malinconia, a cui fanno eco, sviluppandolo, il pianoforte e il violoncello. Questo tema principale, simbolo del rimpianto, è anche l’elemento che collega tra loro i vari episodi dell’opera ritornando, trasformato nel ritmo e variato nell’armonia, in tutti e tre i movimenti. Lo sviluppo ha un energico slancio drammatico, sottolineato dalla cupa tonalità di sol minore, e viene interrotto da rapide improvvisazioni solistiche, quasi fuggevoli reminiscenze di carezze e di gesti infantili.

Lo Scherzo che segue è in forma di rondò. Figure motiviche derivate dal tema del primo movimento si intrecciano con due episodi alternativi: il primo calmo e disteso (Andante), il secondo nel modo di una marcia funebre (Maestoso). Anche il Finale (Presto) si richiama alla forma del rondò. I temi sono ritmicamente marcati e incalzanti come in una danza macabra, quasi agitati dallo spettro della morte; invano si ripresentano, a scacciare l’ispirazione programmatica, i ricordi lieti e le nuove reminiscenze del tema principale, ora in “Grave”. Ma quando la tensione ha raggiunto il suo culmine, l’atmosfera improvvisamente si rasserena e il canto si fa vigoroso e quasi affermativo, cancellando il cupo sol minore con una coda giubilante in maggiore.

Il Trio fu composto nel 1855 (Smetana aveva allora trentun anni), subito dopo la morte della figlia Bedriska (Federica), scomparsa all’età di soli quattro anni. Fu accolto dapprima piuttosto freddamente dal pubblico e solo in seguito ottenne un discreto successo – grazie anche al forte apprezzamento di Franz Liszt – pur senza mai entrare stabilmente nel repertorio cameristico corrente.

Teatro Foce
Via Foce 1
6900 Lugano
Tel. 058 866 72 03
Email: sportello.foce@lugano.ch

Carola Zosi e Stefano Ligoratti in concerto a Milano, 22 maggio 2012

 Artisti, Concerti, Gruppi da camera, I concerti a calendario, Pianisti, Stefano Ligoratti, Stefano Ligoratti  Commenti disabilitati su Carola Zosi e Stefano Ligoratti in concerto a Milano, 22 maggio 2012
Mag 222012
 

Il 22 maggio 2012, alle ore 19,45, la violinista Il 22 maggio 2012, alle ore 19,45, la violinista Carola Zosi si esibirà, in duo con il pianista Stefano Ligoratti, in un bel concerto a Milano.

L’appuntamento è nella Sala delle Merlate, presso il Castello Sforzesco.

Il concerto è organizzato dal Rotary Club di Milano San Babila, per il conferimento del prestigioso premio Koliqi, vinto nell’omonimo concorso di quest’anno dalla giovane violinista,  sempre accompagnata dal pianista Ligoratti.

Molto impegnativo e virtuosistico il magnifico programma:

Camille SaintSaëns:
Sonata per violino e piano op.75  n. 1

Sergei Prokofiev
Violin Sonata n. 2 in D Major, Op. 94 bis

Mar 212012
 

Locandina di presentazione del CD ClassicaViva presenta con orgoglio il proprio nuovo CD, “Violin in White”, inciso da Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti e dedicato alla musica russa.

L’evento-concerto si terrà
lunedì 26 marzo 2012, alle ore 21,
a Milano
presso il Teatro Politeatro
in Viale Lucania, 18

ingresso libero

nel corso della serata verranno presentati ed eseguiti dal vivo alcuni dei brani presenti nel CD.

Questo “Violin in White” fa parte di una serie di altre incisioni, che formano una collana, in cui ogni stile musicale viene associato ad un colore, da un’idea della violinista Yulia Berinskaya.

Ecco, nei dettagli, il programma del disco:

Violin in White

Maksym Berezovsky (1745-1777)
Sonata per violino e pianoforte in Do Maggiore

1

Allegro

4:06

2

Grave

4:15

3

Minuetto

3:30

Pyotr Ilyich Tchaikovsky (1840-1893)

4

Melodia Op. 42 n. 3

3:30

5

Valse-Scherzo Op. 34

6:11

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Sonata per violino e pianoforte op. 94a in Re maggiore

6

Moderato

7:35

7

Presto

4:55

8

Andante

3:23

9

Allegro con brio

7:00

Sergey Prokofiev (1891-1953)
Tre scene dal balletto Romeo e Giulietta – trascriz. di D.J. Grunes

10

Montecchi e Capuleti

3:38

11

Danza delle fanciulle delle Antille

2:01

12

Maschere

2:03

Sergey Berinsky (1946-1998)
“Reminiscence” Sonata for violin and piano (1979)

13

Allegro

6:04

14

Adagietto

4:35

15

Allegretto

5:56

68:42

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Mar 082012
 

Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti in concertoDomenica 11 marzo, a Varese, alle 17,00 primo appuntamento della stagione di “Musica e Poesia alla Chiesa di Loreto”, manifestazione giunta ormai alla “XIV Stagione, con il concerto “Violin in Blue”, con la violinista Yulia Berinskaya e il pianista Stefano Ligoratti.

Ingresso libero

ProgrammaViolin in Blue”, tutto di musica francese, dedicato a C. Debussy, in occasione del 150 anniversario della nascita

concerto Berinskaya Ligoratti Violin in Blue Varese

César Franck (1822-1890)
Sonata per violino e pianoforte in la maggiore

  • Allegretto moderato



  • Allegro



  • Recitativo-Fantasia



  • Allegretto poco mosso


Jules Massenet (1842-1912)
dall’Opera Thaïs


  • Méditation de Thaïs


Claude Debussy (1862-1918)
Sonata per violino e pianoforte


  • Allegro vivo



  • Intermède Fantasque et léger



  • Finale Très animé


Claude Debussy (1862-1918) – Grigoraş Dinicu (1889-1948)


  • Clair de lune


Pablo de Sarasate (1844-1908) – Georges Bizet (1838-1875)


  • Fantasia sulla Carmen


Violin in BlueIl concerto presenta dal vivo i brani incisi dai due artisti nel CD “Violin in Blue”, pubblicato dalla nostra etichetta nel 2011, di cui potete trovare tutti i particolari, compresi i curricula dettagliati degli artisti, a questo link:  http://lnx.classicaviva.com/catalog/product_info.php?cPath=47&products_id=410

I concerti della stagione “Musica e Poesia alla Chiesa di Loreto”, voluti da Don Amilcare Manara, parroco dell’Unità pastorale di Cartabbia – Capolago”, grazie anche al notevole concorso di pubblico, costituiscono ormai un classico appuntamento del pomeriggio domenicale con la musica da camera eseguita da artisti eccellenti.

Anche la chiesa della Santa Vergine di Loreto,  un importante sito storico-artistico-rinascimentale ricco di pregevoli affreschi, fornisce a questi concerti un ambiente perfetto per godere a pieno della  grande musica.

INFORMAZIONI 0332/284720 http://www.pisteuo.it. Con la collaborazione del Comune di Varese e della Fondazione Magnoni

Nov 102011
 

Monika Lukacs e Stefano Ligoratti in concertoConservatorio di Milano, giovedì 10 novembre 2011, ancora una serata del Festival “Liszt e Mahler: la musica è fascinazione“.

Si comincia alle ore 18.00 in Sala Puccini con il primo degli incontri posti a corredo del cartellone concertistico. Introdotti da Ettore Napoli, che ne darà un inquadramento musicologico, Claudio Marzorati e Maria Pia Carola eseguiranno un’opera di Liszt raramente proposta in sala di concerto, la Sonata per violino e pianoforte, “una rarità lisztiana”, come recita il titolo dell’incontro-concerto.

Alle ore 21.00 in Sala Verdi (via Conservatorio 12 Milano) il Festival propone un concerto dedicato all’influenza della musica tzigana sul Liszt autore delle Rapsodie ungheresi  (è del 1859, il suo criticatissimo volume, dal titolo “Gli zingari e la loro musica in Ungheria”) e su autori non necessariamente a lui contemporanei, come Dvořák, Sarasate, Ravel.
Il concerto vedrà tra i protagonisti i nostri artisti Monika Lukàcs e Stefano Ligoratti, che eseguiranno una raffinata opera di Dvořák, le “Melodie tzigane”, e poi, nel gran finale, ancora il pianista Ligoratti nella famosa Rapsodia Ungherese n. 2.

Entrambi gli appuntamenti sopra indicati sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Di seguito il programma della serata e le note di Ettore Napoli. 

Sala Verdi, ore 21.00

Spirito ungherese, spirito zigano

  • Antonin Dvořák  (1841-1904) – Ciganské melodie op. 55  (Melodie tzigane):
    1 – Ma pisen zas mi laskou zni (Il mio canto risuona, un salmo d’amore)
    2 – Aj! Kterak trojhranec muj prerozkosne… (Oh, come suona magnifico il mio triangolo!)
    3 – A les je tichy kolem kol (Tutt’intorno il bosco è silenzioso e quieto)
    4 – Kdyz mne stara matka zpivat, zpivat… (Quando la mia vecchia madre)
    5– Struna naladena, hochu, toc se v kole (Le corde sono accordate, ragazzo; balla in tondo)
    6– Siroké rukavy a siroké gaye (Nella larga, ariosa veste di lino)
    7– Dejte klec jestrabu ze zlata ryzého (Potendo il falco volare intorno alle cime dei monti Tatra)
    Monica Lukacs, soprano – Stefano Ligoratti, pianoforte
  • Franz Liszt (1811-1886) – Rapsodia ungherese n. 12 in do diesis minore
    Federico Ercoli, pianoforte
  • Pablo de Sarasate (1844-1908) – Zigeunerweisen op. 20 per violino e pianoforte
    George Botusina,
    violino – Monica Cattarossi, pianoforte
  • Franz Liszt – Rhapsodie espagnole. Folies d’Espagne et Jota aragonesa
    Alice Baccalini,
    pianoforte
  • Maurice Ravel(1875-1937) -Tzigane. Rapsodie de concert per violino e pianoforte
    Cesare Zanfini
    violino – Maddalena Miramonti pianoforte
  • Franz Liszt (1811-1886) – Rapsodia ungherese n. 2 in do minore 
    Stefano Ligoratti,  pianoforte.

Ott 192011
 

Festival Recco in musicaDal Gruppo Promozione Musicale “Golfo Paradiso” riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Riparte, domenica 23 ottobre 2011, alle ore 17, il Festival Recco in Musica, che da anni, in autunno, il Gruppo Promozione Musicale Golfo Paradiso organizza con il contributo del Comune di Recco. Quest’anno il Festival si svolgerà nella bella Sala dei Cavalieri, sopra il ristorante Ö Vittorio, gentilmente messa a disposizione dai Gianni e Vittorio Bisso. In questa elegante e accogliente location si svolgeranno i quattro concerti in cartellone, che avranno come denominatore comune il pianoforte nel suo ruolo di strumento “da camera”: verrà proposto impegnato con il violino, con il clarinetto, con il violoncello e in duo pianistico; una varietà di proposte e di programmi che avranno modo di stimolare e soddisfare l’interesse di un vasto pubblico.

Il primo appuntamento, domenica 23, alle 17, vede protagonisti due giovani affermati musicisti: la violinista russa Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti al pianoforte.

Yulia Berinskaya, grazie al suo precocissimo talento, ha La violinista Yulia Berinskayafrequentato dai 5 ai 18 anni le più prestigiose scuole dell’ex Unione Sovietica, laureandosi nel 1992 con lode presso il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca; perfezionatasi presso la Hochschule fur Music di Vienna, nel 1993 si è trasferita in Italia vincendo la borsa di studio della Fondazione “Romanini” di Brescia. Il suo nome è presente in diversi cartelloni in tutta Italia, ma anche in Olanda, Svizzera, Germania, Francia, ex Jugoslavia, USA, Russia, Israele. Con un ampio repertorio violinistico si è esibita in qualità di ospite di diverse orchestre, quali l’Orchestra “Amadeus” di Mosca, l’Orchestra Statale di Voroshilovgrad, la Filarmonica di Sverdlosk, l’Accademia Europea di Milano, l’Orchestra Amleto del Monferrato Festival. Ha preso parte a importanti festival internazionali ed è stata Primo violino di Spalla con le orchestre di maggior prestigio: Teatro San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia, J. Haydn di Bolzano, G. Verdi di Milano, in collaborazione con la Scala e Milano Classica; all’estero ha collaborato con l’Orchestra Filarmonica di Lubiana e l’Orchestra del Tiroler Festival di Erl (Austria). Già docente, in collaborazione con P. Vernikov, presso l’Accademia di Alto Perfezionamento Violinistico “S. Cecilia” di Portogruaro, nel 2001 ha fondato la scuola di Alto Perfezionamento di violino presso la Nuova Scuola di Musica di Cantù e nel 2005 ha aperto una Master class in collaborazione con la Scuola di Musica ed Arti Classiche a Mendrisio (Svizzera); dal 2009 è fondatrice e titolare della classe di violino presso la “Milano Music Masterschool”. E’ membro di giuria di Concorsi internazionali di violino quali “Michelangelo Abbado” di Milano e “A. Curci” di Napoli. Ha inciso per le etichette discografiche: Koch Records (Germania), Gramsapis e ArtClassics (Russia), SonArt Studio, Suonare News, ClassicaViva (Italia).

Il pianista Stefano LigorattiStefano Ligoratti, milanese, è veramente un musicista a 360 gradi: è stato uno dei più brillanti allievi del Conservatorio G. Verdi, all’interno del quale ha svolto la sua intera formazione; nonostante l’età (25 anni !) è diplomato a pieni voti in pianoforte (sia nel Triennio che nel Biennio), in Organo, Clavicembalo, Direzione d’orchestra e Composizione; ha vinto diversi premi in Concorsi nazionali e internazionali, tra cui il concorso di Castrocaro per l'”XI Rassegna dei migliori diplomati 2006″ e il prestigioso concorso pianistico europeo “Mario Fiorentini” di La Spezia. Ha affiancato gli studi ad una intensa attività concertistica, esibendosi per importanti enti sia in Italia che all’estero, nelle vesti di solista, camerista (sia come pianista, che come organista e clavicembalista) e Direttore d’Orchestra. Direttore artistico del Network musicale “ClassicaViva“, per la quale incide in esclusiva, si è esibito con grande successo alla guida dell’omonima orchestra, da lui fondata nel 2005, spesso nella duplice veste di pianista solista e Direttore. Con la violinista Yulia Berinskaya ha inciso nel 2010 “Violin in Blue“.

Il programma proposto dai due musicisti è davvero accattivante: la bellissima Sonata in La maggiore di C. Franck, la Suite Populaire Espagnole di M. De Falla, il Clair de lune di C. Debussy (nella trascrizione di G. Dinicu), la Méditation de Thaïs di Massenet, per chiudere con la Tzigane di M. Ravel: tutti brani di grande intensità, fascino e virtuosismo.

Il calendario del festival proseguirà domenica 6 novembre con Carlo Franceschi, clarinetto, e Federico Rovini, pianoforte, con un programma dedicato a musiche di Gade, Brahms, Rota e Weber; domenica 27 novembre sarà la volta del duo pianistico formato da Giuliano Cucco e Giuliano Bellorini che suoneranno brani di Diabelli e Mozart; l’ultimo appuntamento sarà tenuto da Riccardo Zorzet, violoncello, e Anna Helga Pisapia, pianoforte, con brani di Schumann e Brahms.

Ovviamente la musica è protagonista del festival, ma ne sarà parte integrante anche il momento “dopo concerto”: sarà infatti possibile fermarsi a cena con musicisti ed organizzatori, da Ö Vittorio, a prezzo promozionale, e prolungare a tavola il piacere del pomeriggio musicale, gustando insieme i piatti della cucina di uno dei più antichi e prestigiosi ristoranti liguri.

Ingresso ai concerti: € 8 – Info: 0185 771159 – 0185 770703 – 338 6026821 http://www.gpmusica.info

Ott 172011
 
Festival Liszt Mahler al Conservatorio di MilanoIl 20 ottobre 2011, alle ore 21, nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano, si terrà il Concerto inaugurale del Festival Liszt e Mahler: “La musica è fascinazione”, dal titolo “Angeli e Demoni“.





ingresso gratuito

Ecco il ricco ed affascinante programma:

FRANZ LISZT (1811-1886)
Ballata n. 2 in si minore: Alexandra Ducariu, pianoforte
– Lieder: Monica Lukàcs, sopranoStefano Ligoratti, pianoforte





  • Ich liebe dich (su testo di F. Rückert)
  • Du bist wie eine Blume (su testo di H. Heine)
  • Der Fischerknabe (su testo di F. Schiller)
  • Freundvoll und leidvoll (su testo di J. W. Goethe )
  • Oh, quand je dors (su testo di V. Hugo)
  • Es muss ein Wunderbares sein (su testo di O. Redwitz)
  • Im Rhein ,im schöne Strome (su testo di H. Heine)
  • Kling leise mein Lied (du testo di J. Nordmann)
  • Hohe Liebe (su testo di L. Uhland)
  • Bist du! (su testo di F.E. Metschersky)
  • Wie singt die Lerche schön (su testo di H. Von Fallersleben)
  • Loreley (su testo di H. Heine)
  • O lieb (su testo di F. Freiligrath)
Il Soprano Monika Lukacs e il pianista Stefano Ligoratti in concerto con i Lieder di Liszt
– La lugubre gondola: Luca Colardo violoncello – Boris Iliev, pianoforte
– Sonata in si minore: Alfredo Blessano, pianoforte
Mag 042011
 

Il Soprano Monika Lukacs e il pianista Stefano Ligoratti in concerto con i Lieder di LisztIn occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Franz Liszt, il soprano ungherese Monika Lukács e il pianista Stefano Ligoratti propongono un programma raffinato, che si ascolta troppo raramente. Si tratta dei lieder del grande compositore, e precisamente:

Programma

F. Liszt (1811-1886)

  • Über den Gipfeln (J. W. Goethe)
  • Ich liebe dich (F. Rückert)
  • Du bist wie eine Blume, (H. Heine)
  • Der Fischerknabe (F. Schiller)
  • Freudvoll und leidvoll (J. W. Goethe)
  • Oh! Quand je dors  (V. Hugo)
  • Mignon’s Lied (J. W. Goethe)
  • Es muß ein Wunderbares sein (Redwitz)
  • Kling leise, mein Lied (Nordmann)
  • Im Rhein im schönen Strome (H.Heine)
  • In Liebeslust (H. Fallersleben)
  • Hohe Liebe (Uhland)
  • Die Loreley (H. Heine)

Ecco un bel video documentario, girato in occasione di un concerto dal vivo dei nostri artisti con questo programma, arricchito di riprese molto interessanti durante le prove e con interviste musicologiche:

Feb 012011
 

Yulia Berinskaya e Stefano LigorattiL’altra sera, 31 gennaio 2011, al Teatro Politeatro di Milano è stato presentato l’ultimo disco prodotto ed inciso dalla Casa Editrice musicale “ClassicaViva“, con la lezione-concerto “Violin in Blue”. ClassicaViva è specializzata nella ricerca e nella promozione di nuovi talenti nell’ambito della musica classica. Fin dalla sua nascita si impegna in prima linea nella valorizzazione di musicisti che, pur avendo raggiunto un livello di eccellenza in ambito strumentistico musicale, sono esclusi dalla popolarità riservata a pochissimi, a causa del sempre maggior peso dato al marketing dalle case discografiche blasonate e allo scarsissimo peso dato invece alla competenza e all’arte in senso stretto. In questa circostanza la presentazione riguardava l’uscita di “Violin in Blue”, una raccolta scelta di brani dedicati alla musica francese, con lo sguardo rivolto ad alcuni suoi vertici compositivi: la “Sonata per violino e pianoforte in la maggiore” di César Franck, la “Méditation de Thaïs” di Jules Massenet, la “Sonata per violino e pianoforte di Claude Debussy, la trascrizione per violino e pianoforte di Grigoraş Dinicu sul “Clair de Lune” sempre di Debussy, e infine la “Fantasia sulla Carmen di Bizet” trascritta e adattata per violino e pianoforte ad opera di Pablo de Sarasade, virtuoso del violino di fine ‘800. Un programma caratterizzato sia dal virtuosismo richiesto agli interpreti, sia dalla necessità di porsi in modo personale e possibilmente originale dinnanzi a brani che segnano l’apogeo della composizione francese a cavallo tra ‘800 e ‘900. Un compito affrontato e sapientemente risolto dalla coppia di interpeti, Stefano Ligoratti al pianoforte e Yulia Berinskaya al violino. Dopo uno studio minuzioso della pagina i due musicisti si sono cimentati in un’incisione di altissima qualità, alla ricerca di un equilibrio tra approcci interpretativi anche molto lontani tra di loro. Il risultato è evidentemente forte di questo scambio, in cui si possono apprezzare i contrasti tra una concertazione interna del pianoforte da una parte – che tende a far risaltare i piani contrappuntistici e la complessità armonica in relazione alla linea melodica “ciclica” tipica dei compositori francesi dell’epoca – e dall’altra una veemenza esecutiva al violino che cerca di staccare con decisione il volo da quel pavimento avvolgente e orchestrale che il pianoforte significa e persino impone. Yulia Berinskaya e Stefano LigorattiLa tecnica della Berinskaya impressiona, pur non sovrastando mai la musica e l’effetto sinfonico del tutto. Anzi ciò che raramente si ascolta e che qui prepondera è l’audacia di un suono che muta timbricamente, passando dalla rarefazione assoluta, impressionistica, di poche note tirate sul pianissimo come galleggiassero per aria, fino a giungere alla ruvidezza di un violino zigano che spinge al limite le sue possibilità espressive, piegando lo strumento al servizio di un’intensità spasmodica che evoca più le tinte forti dei villaggi russi di Chagall che non le vedute parigine di Monet. La Berinskaya è delicata e accorta negli abbellimenti di passaggio tra la fine di una frase e l’inizio di un’altra e fondendoli insieme alla linea principale gli conferisce piena musicalità senza che siano inutilmente esornativi. Quando lo spartito reclama attacchi incisivi o salti di tono o brusche variazioni ritmiche e dinamiche la Berinskaya non si tira indietro e oltre che fendere con irruenza lo spazio acustico pare portare lo strumento sul ciglio di un precipizio, cadendo dal quale si frantumerebbe tutto. Lì rimane invece, e ci porta con sè su quel crinale davanti al vuoto, col fiato sospeso. Il volto del pubblico era un racconto mimico chiarissimo di queste frustate improvvise, delle fughe in avanti, delle frenate impossibili, dei cambi di direzione nel giro di poche battute. Tuttavia questo accade come un processo naturale, in pieno controllo e in pieno abbandono emotivo, simultaneamente, e la sola cosa che ci rassicura nell’ascoltarla è vedere la saldezza che ha sulla scena mentre brandisce il violino, poi lo coccola, poi lo ama; ci placa l’ accettare che nonostante tutto non cadrà e non ci trascinerà con sè cadendo. Ma che brividi. Che brividi. Il lavoro pianistico, direi orchestrale, di Ligoratti è spiazzante per maturità se raffrontato alla sua giovane età. E’ vero che il programma di sala e la presentazione di Ines Angelino, Direttore Editoriale di ClassicaViva, preparano a questa anomalia tra anagrafe e spessore artistico, ma l’effetto di sorpresa nell’ascolto non è mitigato dalla messa in guardia. Ligoratti non a caso è anche organista, clavicembalista, direttore d’orchestra e compositore, e soprattutto eseguendo la sonata di Franck – il quale si rese noto inizialmente come eccelso organista – emerge in tutta chiarezza la cognizione della partitura e lo scavo nei minimi anfratti armonici. Continue reading »

Gen 282011
 

La stagione concertistica dell'Umanitaria a MilanoIl 30 gennaio 2011 si terrà  a Milano un insolito concerto di musica da camera, per la stagione “Camera con vista” della Società “L’Umanitaria“, nell’Auditorium, alle ore 17.00 Ingresso: Via San Barnaba 48 – 20122 Milano – Biglietti: € 10,00-7,00

Il duo Lukacs-Ligoratti

In occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Franz Liszt, la soprano ungherese Monika Lukács, con il pianista Stefano Ligoratti, propongono infatti un programma raffinato, che si ascolta troppo raramente. Si tratta dei lieder del grande compositore, e precisamente:

Programma

F. Liszt (1811-1886)

  • Über den Gipfeln (J. W. Goethe)
  • Ich liebe dich (F. Rückert)
  • Du bist wie eine Blume, (H. Heine)
  • Der Fischerknabe (F. Schiller)
  • Freudvoll und leidvoll (J. W. Goethe)
  • Oh! Quand je dors, ( V. Hugo)
  • Mignon’s Lied (J. W. Goethe)
  • Es muß ein Wunderbares sein ( Redwitz)
  • Kling leise, mein Lied, ( Nordmann)
  • Im Rhein im schönen Strome (H.Heine)
  • In Liebeslust (H. Fallersleben)
  • Hohe Liebe (Uhland)
  • Die Loreley (H. Heine)
  • G. Verdi (1813-1901): Lo spazzacamino

La Stagione di Concerti 2010-2011 ha un taglio decisamente “internazionale” perché intende essere un osservatorio privilegiato delle differenti culture musicali europee. Da qui il titolo “Camera con vista”, che non vuole essere un filologico omaggio al libro di Foster, ma ne vuole mutare, nel nostro immaginario, il significato, facendo diventare il pubblico dell’Umanitaria un osservatore privilegiato, affacciato ad “una finestra sul mondo”: quello dei nostri musicisti. A loro, vincitori della prima edizione internazionale del Concorso per l’attribuzione di Borse di Studio agli Studenti degli Istituti di Alta Formazione Musicale – che la Società Umanitaria indice – o laureati di competizioni nazionali, l’Umanitaria ha infatti chiesto di formulare programmi con musiche legate alla storia e alla tradizione culturale del loro Paese; senza per questo dover scegliere autori obbligatoriamente nazionali. Qui, il cartellone completo.