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Schubert Archivi - I concerti di ClassicaViva

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Bach – Schubert – pianista: Luca Ciammarughi

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Gen 132017
 

Johann Sebastian Bach (1685-1750): Partita n. 6 in mi minore BWV 830:

– Toccata
– Allemande
– Corrente
– Air
– Sarabande
– Tempo di Gavotta
– Gigue

Franz Schubert (1797-1828): Sonata in si bemolle maggiore op. posth. D 960:

– Molto moderato
– Andante sostenuto
– Scherzo. Allegro vivace con delicatezza – Trio
– Allegro ma non troppo

L’ultimo Schubert – pianista: Luca Ciammarughi

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Gen 132017
 

L’ULTIMO SCHUBERT

FRANZ SCHUBERT (1797-1828):

  • Impromptu op. 142 D 935 n. 1 in fa minore
  • Dai Drei Klavierstücke Op. Posth. D 946:  n. 2 in mi bemolle maggiore
  • Sonata in si bemolle maggiore Op. Posth. D 960 : 

 – Molto Moderato
 – Andante sostenuto
 – Scherzo. Allegro vivace con delicatezza – Trio
 – Allegro ma non troppo 

Nov 302016
 

Proposta di programma da concerto del duo pianistico Ciammarughi – Ligoratti

SCHUBERT – Four Hands

Luca Ciammarughi e Stefano Ligoratti, pianoforte a quattro mani

FRANZ SCHUBERT (1797-1828)

  • Allegro in la minore “Lebenssturme” D 947
  • Sonata in si bemolle maggiore D 617
  • Trois Marches Militaires D 733
  • Fantasia in fa minore op posth. D 940

Nov 302016
 

I nostri due pianisti, Luca Ciammarughi e Stefano Ligoratti, rispettivamente Direttore Editoriale e Direttore Artistico del nostro Network, hanno recentemente deciso di collaborare anche artisticamente come duo pianistico.

Il primo frutto di questa indedita formazione artistica è stata la registrazione di una splendida videolezione sulla Fantasia a 4 mani in fa min. di Franz Schubert, disponibile gratuitamente su Youtube e sul nostro sito specializzato dedicato alle videolezioni online: (l’esecuzione completa del brano inizia al minuto 36,38) http://www.classicaviva.com/videolezioni/

I due artisti offrono ovviamente anche i loro programmi da concerto, eventualmente integrati da videolezioni dal vivo. Eccone un primo esempio:

SCHUBERT – Four Hands

Nov 192016
 

Monika GildaMonika Lukács è nata a Miskolc (Ungheria) nel 1975.

Si è diplomata col massimo dei voti presso il Conservatorio “St.  Stefano” di Budapest. Ha studiato presso il Conservatorio  “G. Verdi” di Milano, dove si è diplomata con il massimo dei voti nel 2002, guidata prima da Adele Bonay e successivamente da Vittorio Terranova.
Nel 2005 si è laureata  con massimo  dei voti in Musica Vocale da Camera  di  primo  livello con Stelia Doz, e nell’anno successivo si è laureata in canto lirico di  secondo livello con Vittorio Terranova.
Nel 2011 si  è laureata con 110 in Musica  Vocale  da  Camera  di  secondo livello  con  Stelia Doz.  Ha frequentato inoltre numerosi corsi di alto perfezionamento tenuti da Jůlia Hamari,Renato  Bruson, Teresa  Berganza,  Helmut Deutsch, Erik Battaglia.

A partire dal 1996 ha tenuto numerosi concerti in  Austria, Polonia,  Ungheria, Slovenia,  Germania, Francia, Croazia, Israele, Romania.
In Italia ha cantato per le Serate Musicali, Società del Giardino di Milano per la Società del Quartetto e per i concerti degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, inoltre ha preso parte a numerosi recitals lirici in diverse  città (Milano, Brescia, Roma, Lodi, Mantova, Firenze, Napoli, Ferrara, Venezia).

Si è esibita con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro  Comunale  di  Firenze, Teatro  dell’Opera  “  Erkel   Ferenc” di  Budapest, Teatro Bibiena di Mantova, Teatro Mancinelli di  Orvieto, Teatro  Malibran di  Venezia, Teatro  Piccolo di  Milano ,all’Auditorium di Lugano e  all’Auditorium  di  Milano.Ha  cantato  con L’Orchestra  Verdi  di  Milano,Divertimento Ensemble,  L’Orchestra  Guido  Cantelli,  Milano  Classica e   I Solisti della  Scala.    Ha partecipato al II Festival Internazionale di Musica da Camera sotto la direzione artistica di Marcello Abbado.
Premio Speciale al Concorso per i cantanti lirici dell’Europa Forum 2000 di Firenze.,promosso dal Lions Club; Terzo Premio al Concorso” Assami” per i cantanti lirici, vincitrice del XII. Concorso Nazionale della Società Umanitaria nel 2002. Ha vinto il secondo premio di Musica Vocale da Camera di Rotary  di Milano nel 2003. Ha  vinto  la  Borsa  di  studio  per  il  Wagner Festival  di  Bayreuth nel  2008.
Ha registrato CD per la Sarx Records ,  Classica  Viva, Stradivarius e per la Radio Svizzera.Ha registrato per la RAI, per  la  SKY Classica,  e per la TV Giapponese e  Ungherese. Svolge attività concertistica con repertorio lirico e da camera in Italia e all’estero con  Stefano  Ligoratti.

Dal  2007   collabora  con il  Teatro  alla  Scala.

Ecco alcune proposte di programmi da concerto:
I Lieder di Franz Liszt – Monika Lukacs e Stefano Ligoratti
Programma belcantistico – di Monika Lukacs

Lug 212012
 

Christian BellisarioStefano Ligoratti al pianoforteNell’ambito del Lugano Longlake International Festival Classic, al Teatro Foce, a Lugano, il 22 luglio 2012, va in scena, alle ore 20,30, il bel concerto di chiusura, dedicato a Schubert e a Smetana.

Ad esibirsi, il Trio Hephzibah (Fiore Weidmann al violino, Christian Bellisario al violoncello e Stefano Ligoratti al pianoforte).

In programma,

il Trio in mi bemolle maggiore op. 100 (D.929) di Franz Schubert (1797 – 1828),

ed il  Trio in sol minore  op.15  di Bedrik Smetana (1824 – 1884).

Il celebre Trio in mi bemolle maggiore n. 2 di Franz Schubert è articolato nei movimenti:

1. Allegro
2. Andante con moto
3. Scherzo
4. Allegro moderato

Questo celeberrimo Trio con pianoforte, op. 100, scritto nel 1827 (quindi un anno prima della morte del compositore), costituisce, insieme all’altro Trio in si b minore, op.99, il vertice della musica da camera di Schubert.
I due Trii furono senza dubbio scritti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro. Il manoscritto dell’opera 100 D 929, qui presentato, porta la data “novembre 1827”.
La prima esecuzione avvenne con ogni probabilità la sera del 26 marzo 1828, anniversario della morte di Beethoven, nel corso dei un memorabile concerto organizzato da Schubert a proprio beneficio.

A differenza del Trio op. 99, che vide la luce postumo, questo Trio fu pubblicato dall’editore Probst di Lipsia poche settimane prima della morte di Schubert, nell’ottobre 1828.
Articolato in quattro movimenti, il Trio in mi bemolle maggiore è un’opera di vaste proporzioni, una delle composizioni schubertiane in cui risulta più evidente la ricerca di una completa unità formale. Questa viene realizzata con diverse assonanze tematiche tra i vari movimenti.

L“Allegro” iniziale, con cui si apre la composizione, è pieno di vigore e slancio melodico, ed è nel tempo di 3/4. E’ organizzato in modo molto libero dal punto di visa tonale, e tocca una dozzina di tonalità.
Il secondo movimento, “Andante con moto” è meritatamente famosissimo, anche per via del fatto che fu usato nel film di Stanley Kubrick “Barry Lindon”.  L’Andante, in do minore, si apre con una mesta ed accorata melodia del violoncello, che ricomparirà poi a sorpresa nel movimento finale. E’ un tema intenso e doloroso, che evoca la durezza del destino, e ci riporta all’atmosfera desolata e senza speranza della Winterreise.
Lo Scherzo, di nuovo in mi b maggiore, presenta una melodia in canone tra i tre strumenti.
Infine il quarto movimento, un ampio Allegro moderato, vede un ruolo predominante del pianoforte. Dopo l’inizio spensierato e persino allegro, giunge la ripresa del tema in do minore del violoncello, uno dei momenti più emozionanti di tutta la musica da camera di Schubert.

Bedřich Smetana – Trio in sol minore, per pianoforte, violino e violoncello op. 15 (1855)

(da un programma di sala di Sergio Sablich):
Smetana venne maturando il proprio stile compositivo negli anni Quaranta, sotto l’influenza dei grandi poemi sinfonici di Liszt e Berlioz. Patriota convinto, partecipò ai moti insurrezionali del 1848, che lo videro arruolato nella guardia nazionale, e basò la propria ideologia culturale sul fondamento delle tradizioni musicali del proprio Paese, la Boemia: egli divenne il padre della musica boema e il promotore di una corrente nazionalistica cèca non sottomessa all’egemonia delle culture musicali straniere. La sua opera più nota, il ciclo di poemi sinfonici intitolato Mà Vlast (La mia patria), è il documento più felice di questa volontà di conciliare musica colta e tradizione popolare, spirito sinfonico ed epopea nazionale: intenti che ispirarono anche le sue opere teatrali, dove la freschezza della vita dei villaggi contadini si armonizza con le leggende popolari autoctone e si fonde con le vicende storiche, patriottiche.

Se il nome di Smetana acquistò risonanza internazionale nei campi del poema sinfonico e dell’opera, i tratti caratteristici del suo stile si ritrovano anche nella produzione cameristica, non cospicua ma ben individualizzata. Di essa fa parte, accanto a due successivi Quartetti per archi, un unico Trio con pianoforte, in sol minore op. 15, che risale al 1855 e fu originato da un avvenimento luttuoso: la morte della figlia Bedriska, di soli quattro anni e mezzo di età. È un’opera che nel suo programma autobiografico si configura come un’intima confessione, intrisa di sottili tenerezze, immediata negli stati d’animo, ma energica e compatta, filtrata attraverso una chiara disciplina formale.

La dignità e la compostezza dominano anche nei momenti più amari e dolenti, per tradursi in un discorso non convenzionale, dall’andamento rapsodico, ma classicamente equilibrato.

Ne è dimostrazione il piano costruttivo. Il Trio presenta al primo posto un movimento lento, Moderato assai, che si apre con un recitativo del violino solo nel registro grave: un lamento carico di tensione e di malinconia, a cui fanno eco, sviluppandolo, il pianoforte e il violoncello. Questo tema principale, simbolo del rimpianto, è anche l’elemento che collega tra loro i vari episodi dell’opera ritornando, trasformato nel ritmo e variato nell’armonia, in tutti e tre i movimenti. Lo sviluppo ha un energico slancio drammatico, sottolineato dalla cupa tonalità di sol minore, e viene interrotto da rapide improvvisazioni solistiche, quasi fuggevoli reminiscenze di carezze e di gesti infantili.

Lo Scherzo che segue è in forma di rondò. Figure motiviche derivate dal tema del primo movimento si intrecciano con due episodi alternativi: il primo calmo e disteso (Andante), il secondo nel modo di una marcia funebre (Maestoso). Anche il Finale (Presto) si richiama alla forma del rondò. I temi sono ritmicamente marcati e incalzanti come in una danza macabra, quasi agitati dallo spettro della morte; invano si ripresentano, a scacciare l’ispirazione programmatica, i ricordi lieti e le nuove reminiscenze del tema principale, ora in “Grave”. Ma quando la tensione ha raggiunto il suo culmine, l’atmosfera improvvisamente si rasserena e il canto si fa vigoroso e quasi affermativo, cancellando il cupo sol minore con una coda giubilante in maggiore.

Il Trio fu composto nel 1855 (Smetana aveva allora trentun anni), subito dopo la morte della figlia Bedriska (Federica), scomparsa all’età di soli quattro anni. Fu accolto dapprima piuttosto freddamente dal pubblico e solo in seguito ottenne un discreto successo – grazie anche al forte apprezzamento di Franz Liszt – pur senza mai entrare stabilmente nel repertorio cameristico corrente.

Teatro Foce
Via Foce 1
6900 Lugano
Tel. 058 866 72 03
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